Recensione di TUTTO QUELLO CHE VUOI

Martedì 29 agosto ore 21:30 Arena Daturi

TUTTO QUELLO CHE VUOI

di Francesco Bruni con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Donatella Finocchiaro, 1h 46’, ITA 2017

Il nuovo film di Francesco Bruni mi è piaciuto. Mi sono rammollita, penso. Invece no. Bruni, dopo una lunga carriera da sceneggiatore (ha scritto quasi tutti i film girati da Paolo Virzì, il recente “Lasciati Andare” di Francesco Amato ed è co-sceneggiatore della miniserie “I delitti del Barlume”), ha esordito come regista con “Scialla”, piccolo film di culto, il più premiato del 2011 in Italia, uscito anche in Giappone e negli Usa. Dopo il meno convincente “Noi 4”, con questo “Tutto quello che vuoi”, liberamente ispirato al libro “Poco più di niente” di Cosimo Calamini, mette in scena una storia che sembra il solito racconto del ragazzo che incontra un vecchio che gli cambia la vita, e che in effetti È quel solito racconto, ma senza nessuno dei cliché che una storyline del genere prevede solitamente.
Questa commedia poetica ha qualcosa che ricorda il cinema indipendente americano: quattro giovinastri senza progetti per il futuro si alzano dai tavolini del bar e scoprono il mondo dell’ottantacinquenne Giorgio, un poeta dimenticato, malato di Alzheimer pieno di umanità ma travolto da ricordi confusi e dolorosi, che coinvolgerà tutti i protagonisti in un viaggio di trasformazione. “Si scrive quando non si sa dove mettere l’amore”.

Barbara Belzini
Courtesy of Editoriale Libertà

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