Recensione di BOILING POINT

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Boiling point: quando la rabbia si trasforma in violenza.

Un’inquietante ritratto dell’Europa contemporanea.  Sullo sfondo di una Finlandia divisa in due, si intrecciano le testimonianze dei richiedenti asilo e le forti opinioni degli autoctoni.

Al centro del tumulto, emblematici, due uomini, diversissimi e costantemente in disaccordo: Oula e Tapio. Nella cornice di una sauna pubblica di Helsinki, luogo di ritrovo e di discussione, i due si trasformano in portavoce dei pensieri dei finlandesi: il primo più aperto e tollerante; il secondo, incarnazione della paura, dell’odio e della mancanza di visione. Al di fuori della sauna, regna l’angoscia, molti temono che la presenza di persone “diverse” sia destinata a stravolgere per sempre la natura del paese, trasformandolo in un luogo irriconoscibile e indesiderabile.

La macchina da presa, mai invadente, ci offre un punto di vista oggettivo di uno spettatore che, casualmente, si ritrova coinvolto talvolta in un evento “Confini chiusi”, talvolta in una lezione di finlandese rivolta ai migranti. Entriamo così nel vivo della frammentazione ideologica del paese, che è teatro di manifestazioni nazionaliste – aventi per protagonisti demagoghi populisti che incitano allo scontro, dilettandosi in cori di dubbio gusto- da un lato, e di manifestazioni “no al razzismo” dall’altro.

Fra le esponenti della parte più tollerante del paese, troviamo l’insegnante in pensione Liisa Puupponen, impegnata nell’integrazione dei migranti e un gruppo di allegri signori, che, riuniti al bar conversando del più e del meno, danno più volte prova di larghe vedute: i nuovi arrivati rendono il paese più dinamico.

Facciamo poi la conoscenza di una famiglia di richiedenti asilo: una lunga traversata alle spalle, un numero insufficiente di giubbotti di salvataggio, figli piccoli che devono sopportare i commenti razzisti dei compagni. Alla loro testimonianza si sommano quelle che, con grande delicatezza, vengono narrate da voci fuori campo che si sovrappongono a riprese panoramiche di paesaggi innevati e squarci di città.

L’acquisto di una nuova casa da parte della famiglia ci lascia con una speranza, un futuro più luminoso è alle porte: un nuovo inizio.

Un documentario delicato – affresco allarmante della nostra Europa – alla ricerca di un terreno comune.

Lisa Bencivenga

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