Le polemiche intorno al film su Cucchi

Sulla mia pelle, il film su Stefano Cucchi, esce oggi nelle sale cinematografiche italiane e su Netflix. Inizialmente le polemiche di una parte della polizia, che il film non lo vuole vedere e critica priori; poi le polemiche tra chi vuole vedere il film e chi vuole farlo vedere: ebbene sì.

I fatti. (1) Alcune persone hanno deciso di proiettare pubblicamente il film senza far pagare il biglietto di ingresso al pubblico utilizzando lo streaming di Netflix. (2) Netflix e Lucky Red distribuiscono il film, il che significa che chi vuole proiettarlo deve pagare i diritti di noleggio dell’opera a loro altrimenti è una proiezione abusiva. (3) Gli eventi Facebook delle proiezioni free sono stati rimossi dal social network su indicazione delle distribuzioni. (4) Polemiche, via social, a non finire.

Non c’è molto da dire: la legge sul diritto d’autore vieta le proiezioni non autorizzate, che quindi sarebbero da evitare; le proiezioni free non sono illegali perché sono a ingresso libero, ma perché non vengono pagati i diritti, infatti se paghi i diritti puoi fare entrare la gente gratuitamente – non è del tutto vero: a volte le distribuzioni vietano le proiezioni a ingresso libero o impongono condizioni impossibili; ergo, le distribuzioni dovrebbero tenere conto che ci sono realtà associative alle quali proporre condizioni agevolate per l’attività no profit che svolgono.

Qualcuno dice “il film va visto assolutamente e dunque deve essere gratis”, anche no: chi ha lavorato al film viene pagato; se i film non incassano, elettricista, sceneggiatore o truccatore possono cambiare mestiere o sperare nel reddito di cittadinanza. Sulla mia pelle va visto, perché è importante così come lo è la battaglia condotta dalla sorella di Stefano, perché Borghi è un buon attore che ha messo tutto se stesso per questa parte, eccetera. Ma il film di Cremonini non aggiunge o toglie niente a quanto già sappiamo. E se ancora non lo sappiamo, e abbiamo bisogno del film per informarci, allora siamo messi male. In ogni caso, come si chiudono molte volte le recensioni: da vedere.

Piero Verani

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